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Cima Crench

  • Tempi di percorrenza : ore 4,45
  • Difficoltà : Escursionisti
  • Segnaletica : segni arancioni sul "Sentiero dei tralicci”.

spiedo alla bresciana

L'itinerario parte da Vesta e il tragitto fino alla strada sterrata che sale da Ola, appena oltre il fienile Berard (1050 m, ore 1,30), è in comune con l'itinerario n° 5. Una volta sulla stradina sopra citata si scende a sinistra, si oltrepassa una deviazione che scende al Fienile Marténi e raggiungiamo il Fienile Tonèl (931 m, ore 0,25-1,55) in corrispondenza del quale abbandoniamo la carrabile principale per scendere a sinistra su una sterrata secondaria. Si oltrepassa un'altra stradicciola che scende a sinistra ad un casolare e, poco oltre, ci si presenta un maestoso faggio come pochi se ne vedono dove la stradina si biforca; tenendo la destra si compie, poco dopo, un tornante a sinistra, quindi il largo tracciato termina presso un gruppo di costruzioni costituito precisamente da due ruderi ed una casetta ristrutturata. Questi fabbricati sono posti sul fianco di un panoramico sperone nominato Tornione (902 m) che consigliamo di raggiungere (in pochi minuti) per ammirare Bondone aggrappato alla montagna, e un buon tratto della Valle del Chiese. Proprio di fronte ai ruderi, imbocchiamo ora un buon sentiero che scende a destra (riferito al senso di marcia con cui siamo qui sopraggiunti), oltrepassiamo una fontana e ci abbassiamo con ripida pendenza immettendoci su una larga mulattiera che seguiamo a sinistra. Dopo una serie di lunghi tornanti intersechiamo la strada che sale dal Ponte Saltone (località sulla carrozzabile che collega Baitoni con Bondone); anche qui giriamo a sinistra e, in piano, raggiungiamo Castello S. Giovanni (569 m, ore 1-2,55), antica costruzione già documentata nell'anno 1086 come "Castrum de summo lacu"; fu sempre dei Signori e Conti di Lodrone che lo abitarono fino al secolo XVIII, poi cadde lentamente in rovina. Nel 1958 si iniziò la ricostruzione a spese dell'industriale milanese Luigi Cavalli che lo abitò fino alla sua tragica morte; attualmente è di proprietà del Comune di Bondone che provvede alla manutenzione . Oltre la piazzuola dalla quale si stacca il ponte levatoio, proseguiamo l'itinerario scendendo alcuni granitici scalini e, su sentiero, ci portiamo in breve sulla carrozzabile asfaltata prima citata; ne percorriamo in discesa circa 150 m e, al primo tornante che incontriamo, l'abbandoniamo per imboccare a sinistra una stradina forestale con cartello stradale di divieto e le frecce direzionali indicanti il"sentiero dei contrabbandieri" ed il "sentiero dei tralicci". Dopo un tratto pianeggiante, poco prima che essa si interrompa allargandosi in uno spiazzo, si stacca a sinistra (freccia) il sentiero da seguire e che si alza gradualmente nel bosco; una freccia posta sul lato sinistro del percorso ci segnala le incisioni scolpite nella roccia indicanti l'antico confine italiano con l'impero austro-ungarico e l'attuale confine bresciano con il Trentino. Poco più avanti, quando il percorso si fa pressoché pianeggiante, ci si presenta un bivio (ore 0,35-3,30) del quale descriviamo le due possibilità.
Per il "Sentiero dei tralicci" Salendo a sinistra il sentiero passa accanto ai tralicci dell'elettrodotto ad alta tensione, raggiungendo il punto più alto a 720 m (ore 0,45-4,15). In primavera è possibile osservare i corteggiamenti dei nibbi bruni che nidificano sulle strapiombanti pareti sottostanti. Una ripida discesa ci riporta sul sentiero per il Monte Calva e quindi a Vesta (ore 0.30-4,45). Per il "Sentiero dei contrabbandieri" Continuando a destra percorriamo il "Sentiero dei contrabbandieri", così denominato per l'attività che si svolgeva, in tempi passati, tra l'Italia e l'Impero austro-ungarico; il contrabbando era soprattutto concentrato in zucchero e tabacchi dall'Austria verso l'Italia; recentemente il tracciato, che si presentava assai dissestato ed invaso da vegetazione, è stato reso agibile dal "Gruppo sentieri attrezzati" di Idro. Pressoché in piano, attraversiamo subito dopo un'aia carbonile ("aial") ed in bosco d'alto fusto presteremo molta attenzione quando il percorso, in parte attrezzato con corde metalliche fisse, attraversa ripidi canaloni che, cosparsi da svariati esemplari di Tasso (Taxus baccata), sprofondano direttamente nelle acque cupe del lago. Dopo circa 20 minuti (dal bivio), oltrepassata una notevole "aial", il sentiero scende gradualmente fino ad un bivio (440 m, ore 0,25-3,55) che ci offre un'altra possibilità per il rientro scendendo in località "Prato della fame" sulle rive del lago; da qui, svoltando a sinistra, il comodo sentiero, percorrendo la base della "Corna di Fenere", ove recentemente è stata allestita una palestra di roccia da volonterosi eridiani, si torna alla base; girando a destra è inoltre raggiungibile in una decina di minuti un aereo poggio a picco sul lago, denominato localmente "Dòs dèla Madunìna" sulla cui sommità una rosa di frecce a raggera ci aiuta a dare un nome alle cime circostanti. Continuando invece sul "Sentiero dei contrabbandieri", saliamo a sinistra riguadagnando gradualmente quota, passiamo vicino ad un grande castagno scortecciato e, poco dopo, la fitta boscaglia si apre in corrispondenza di un grosso masso arrotondato il quale, come da un pulpito, ci offre una stupenda veduta sul lago con l'ormai vicina Vesta; dove la vegetazione si dirada, spiccano dal verde la Limonella (Dictamnus albus) e la Ginestra spinosa (Genista germanica). Ancora pochi minuti di cammino e poi ci immettiamo dapprima sul "Sentiero dei tralicci", quindi intersechiamo il sentiero per il monte Calva che in breve ci conduce a Vesta (ore 0,25-4,20).

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